Jan Garbarek a Terra Sonans: concerto gratuito il 10 settembre all’Anfiteatro Campano

Il Jan Garbarek Group con Trilok Gurtu è atteso giovedì 10 settembre alle 21 all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, per la seconda serata di Terra Sonans. Il concerto porta in Campania uno dei protagonisti del jazz europeo insieme a una formazione che intreccia sassofono, tastiere, basso e percussioni. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria.

Per partecipare conta anche l’orario di arrivo: le porte aprono alle 20 e gli organizzatori chiedono di essere all’interno entro le 21. Dopo quell’ora la prenotazione perde validità e l’accesso non è più garantito. È il dettaglio pratico da tenere presente mentre il festival diretto da Enzo Avitabile entra nel vivo del programma previsto fino al 13 settembre.

Illustrazione di un sassofono e percussioni su un palco serale davanti ad archi di un anfiteatro romano
Illustrazione editoriale originale generata con IA.

Garbarek, Brüninghaus, Daniel e Gurtu sullo stesso palco

La scheda del Ministero della Cultura conferma la data e indica accanto a Jan Garbarek il pianista e tastierista Rainer Brüninghaus, il bassista Yuri Daniel e il percussionista Trilok Gurtu. La formazione riunisce percorsi differenti attorno a un progetto riconoscibile, costruito nel tempo attraverso il lavoro del gruppo.

La presenza di quattro musicisti non implica una distribuzione rigida delle funzioni. Il sassofono può portare il tema o aprire una frase, mentre tastiere, basso e percussioni ne modificano il contesto. Per il pubblico, l’interesse sta nel seguire queste relazioni senza aspettarsi che ogni passaggio sia organizzato come una successione prevedibile di assoli.

Non è stata pubblicata nelle fonti consultate una scaletta dettagliata del concerto. Il repertorio discografico di Garbarek offre quindi un contesto per conoscere il musicista, ma non va trasformato nell’elenco dei brani che saranno eseguiti a Santa Maria Capua Vetere.

Un linguaggio nato dall’incontro con il jazz

La biografia ufficiale di ECM Records ricorda che Garbarek, nato in Norvegia nel 1947, si avvicinò al sassofono dopo aver ascoltato John Coltrane alla radio da adolescente. Il suo percorso attraversò il lavoro con George Russell e l’incontro con Manfred Eicher, fondatore di ECM, alla fine degli anni Sessanta.

Il rapporto con l’etichetta diventò uno dei riferimenti della sua carriera. La stessa biografia ricorda il quartetto europeo di Keith Jarrett e l’esplorazione di materiali provenienti da tradizioni diverse. Il tratto comune è la ricerca di un linguaggio condiviso fra musicisti, anche quando le esperienze di partenza non coincidono.

Il timbro come elemento del discorso

Nel sassofono, il timbro non è un rivestimento applicato a una melodia già completa. Il modo in cui una nota comincia, viene sostenuta e si interrompe contribuisce alla direzione della frase. Due esecuzioni delle stesse altezze possono risultare molto diverse proprio per queste decisioni.

Per chi si avvicina al jazz senza una formazione tecnica, seguire il suono è un punto di partenza immediato. Si può ascoltare come una frase passa da un’intensità contenuta a una più aperta, oppure come lascia spazio agli altri strumenti. L’attenzione si sposta così dal riconoscimento del brano alla costruzione del momento musicale.

Il gruppo attuale dentro una storia più lunga

Un approfondimento ECM del 2022 documentava già la presenza di Brüninghaus, Gurtu e Daniel nel Jan Garbarek Group. È un riscontro storico della continuità della formazione, distinto dalla conferma del concerto odierno fornita dagli organizzatori di Terra Sonans.

Suonare insieme nel tempo permette di costruire riferimenti comuni: tempi di risposta, spazi lasciati liberi, modi di sostenere o deviare un’idea. Questo patrimonio condiviso può rendere possibile l’invenzione senza dover concordare ogni dettaglio in anticipo. La familiarità fra i musicisti diventa una base per reagire, anziché una garanzia che ogni concerto sarà uguale.

Il contributo delle percussioni è particolarmente interessante in questo quadro. Una figura ritmica può stabilire un appoggio, ma anche cambiare densità e direzione dell’insieme. Il basso può dare continuità mentre le tastiere aprono nuove possibilità armoniche. Sarà il dialogo effettivo sul palco a mostrare come queste funzioni verranno distribuite durante la serata.

Tre riferimenti discografici per conoscere il percorso

Una discografia così estesa si può avvicinare anche senza seguire un ordine cronologico completo. Confrontare una registrazione di piccolo gruppo con un progetto vocale permette di osservare che cosa cambia nell’ambiente attorno al sassofono: il sostegno armonico, la durata delle frasi, il rapporto fra suono continuo e silenzio. Sono domande di ascolto, non criteri per assegnare un valore superiore a una fase della carriera.

Il concerto aggiunge una dimensione diversa da quella del disco: i musicisti condividono lo stesso tempo con il pubblico e ogni scelta riceve una risposta immediata dagli altri strumenti. Conoscere alcune registrazioni può aiutare a orientarsi, mantenendo la curiosità per ciò che accadrà nella formazione annunciata.

La raccolta “Selected Recordings” pubblicata da ECM nel 2002 attraversa registrazioni realizzate fra il 1974 e il 1995, riunendo collaborazioni e progetti del sassofonista. La sua articolazione mostra quanto il percorso non sia limitato a un’unica formazione o a un solo tipo di repertorio.

Per la relazione con Keith Jarrett, la pagina dell’etichetta dedicata al pianista ricorda il quartetto europeo con Garbarek, Palle Danielsson e Jon Christensen. Conoscere la composizione di quel gruppo aiuta a collocare storicamente un capitolo diverso dalla formazione attesa in Campania.

Un’altra esperienza è “Officium”, con l’Hilliard Ensemble, registrato nel settembre 1993 e pubblicato originariamente nel 1994. Il disco mette in relazione sassofono e voci. È un esempio della varietà degli incontri affrontati da Garbarek, non un’indicazione sul programma di Terra Sonans.

Come prenotare e quali regole seguire

La pagina di prenotazione pubblicata da Scabec su Eventbrite specifica che il concerto è gratuito e i posti non sono numerati. Sono considerati validi al massimo due biglietti per ciascun indirizzo email. La disponibilità va controllata direttamente nella pagina dell’evento: la presenza della scheda online non equivale alla certezza di trovare ancora posti.

Chi ha prenotato e non può più partecipare è invitato a disdire. I biglietti restituiti vengono rimessi a disposizione, e gli organizzatori indicano che è possibile consultare le disponibilità fino all’inizio del concerto. È quindi utile ricontrollare il canale ufficiale, senza affidarsi a una schermata salvata nei giorni precedenti.

Arrivare prima delle 21

L’apertura delle porte alle 20 offre un margine per completare l’ingresso. Essere già in zona non coincide con essere dentro l’anfiteatro: conviene considerare anche il tempo per raggiungere l’accesso e seguire le indicazioni del personale. Il limite delle 21 riguarda espressamente la validità della prenotazione.

La pagina informativa di Scabec segnala aree di parcheggio in piazzetta Musco, al Parco Urbano, in via dei Romani e presso il parcheggio Galleria di piazza San Pietro. La disponibilità effettiva dei posti auto dipende dall’affluenza; l’elenco serve per pianificare l’arrivo, non costituisce una prenotazione del parcheggio.

Terra Sonans fra musica e patrimonio

Il programma di Scabec colloca dopo Garbarek la serata con Dee Dee Bridgewater dell’11 settembre, quella del 12 con Rokia Traoré e il progetto dedicato all’improvvisazione iraniana, e la conclusione del 13 con Enzo Avitabile in “Rotte Clandestine”, ospite Daby Touré. Ogni appuntamento ha la propria prenotazione.

La scelta dell’Anfiteatro Campano rende il luogo parte dell’esperienza. La carta dei servizi del sito archeologico descrive un monumento costruito fra il I e il II secolo d.C., successivo all’arena repubblicana legata alla scuola gladiatoria. È una distinzione storica utile per non sovrapporre edifici e fasi differenti.

Un evento serale permette di incontrare il patrimonio in una modalità diversa dalla visita museale. Restano però valide le indicazioni di tutela e i percorsi consentiti. Assistere al concerto non implica automaticamente l’accesso a tutti gli ambienti del complesso o ai servizi previsti durante i normali orari di apertura.

La notizia di oggi unisce così un appuntamento jazz internazionale e informazioni concrete per partecipare: Jan Garbarek Group con Trilok Gurtu, ore 21, ingresso gratuito su prenotazione. La serata sarà l’occasione per ascoltare il gruppo nel presente, dopo averne riconosciuto la storia, lasciando alla musica dal vivo lo spazio per prendere una forma propria.

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